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SUMMARY:NELLA TANA
DESCRIPTION:Spettacolo teatrale  \ndi e con Le Strologhe \nSpettacoli ore 16:00\, 17:00\, 18:00 e 19:00\nTeatro Virginian\, Via de’ Redi 12\, Arezzo\nPartecipanti: max 18 persone per spettacolo \nPrenotazione da un’ora prima dell’inizio dell’attività presso Teatro Virginian \nSe il lupo ti fa paura\, prova a incontrarlo qui\, Nella Tana\, abbracciato al papà\, alla mamma\, a chi vuoi! Un’esperienza sensibile che lascia un segno delicato e indelebile del rapporto che puoi trovare con gli animali e la Natura. \nAccolti in una morbida tenda bianca\, tra ombre\, musica e canti dal vivo\, bambini e genitori vivranno un momento di meraviglia e intimità. Distesi tra i cuscini\, incontreranno animali selvatici e domestici che prenderanno vita attraverso il teatro delle ombre\, accompagnandoli in un viaggio fatto di suoni\, immagini e suggestioni. Un’esperienza delicata e coinvolgente che invita a rallentare\, ascoltare e condividere il piacere dello stare insieme in uno spazio accogliente e protetto.  \nLe Strologhe (Carla Taglietti e Valentina Turrini) dal 2005 creano spettacoli e laboratori per l’infanzia e le famiglie\, intrecciando narrazione\, musica dal vivo\, canto\, teatro di figura e teatro delle ombre. La loro ricerca affonda le radici nelle fiabe\, nei racconti della tradizione orale e nei rituali che accompagnano le feste e il susseguirsi delle stagioni. Hanno partecipato a numerosi festival e rassegne in Italia e all’estero\, sviluppando un linguaggio poetico e partecipativo che invita bambini e adulti a condividere esperienze di meraviglia\, ascolto e immaginazione. 
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SUMMARY:DAI PIEDI ALLA TESTA - Convegno di apertura
DESCRIPTION:CONVEGNO DI APERTURA  \na cura di PROGETTO 5 \nore 16:30 \nSala Palazzo Fossombroni\, Piazza San Domenico 4\, Arezzo \nintervengono \nAntonio di Pietro\, Pedagogista ludico\, formatore e autore \nFrancesca Bracci\, Professoressa Associata di Didattica e Pedagogia Speciale presso l’Università degli Studi di Firenze \nMario Giampaolo\, Professore Associato di Didattica\, Pedagogia Speciale e Ricerca Educativa presso l’Università di Siena \nmodera Romina Nesti\, Pedagogista\, formatrice e coordinatrice pedagogica\n____________________________________________________________________ \nIL GIOCO LIBERO: SCEGLIERE\, ESPLORARE\, APPRENDERE\nRomina Nesti \nIl gioco libero attraversa oggi una condizione paradossale: universalmente riconosciuto come diritto e come dimensione costitutiva dell’infanzia\, risulta al tempo stesso progressivamente eroso da tempi sempre più strutturati\, da spazi ridotti. Ci dimentichiamo di come il gioco libero si sviluppi attraverso un insieme di processi che permettono ai bambini e alle bambine di elaborare esperienza\, costruire ipotesi\, negoziare regole\, sperimentare le proprie capacità e competenze\, esercitare la libera scelta. Il gioco libero non è perdita di tempo\, non prepara all’apprendimento\, è già apprendimento. L’adulto è qui chiamato a una regia discreta: predisporre contesti\, osservare\, sostenere\, riconoscere il/la bambino/a come soggetto competente\, portatore/trice di intenzionalità propria. \nGIOCARE E PENSARE CON I PIEDI\nAntonio Di Pietro\nIl modo di dire “pensare con i piedi” solitamente è un rimprovero. Mentre “giocare con i piedi” può addirittura significare che non si è capaci neanche di fare un gioco.\nAffermazioni simili le rileggeremo in modo positivo (sempre con i piedi!)\, grazie ai significati dell’agire giocoso dei bambini e delle bambine.\nEd a partire dal fatto che il movimento rientra fra i bisogni primari dell’infanzia\, ci incamminiamo seguendo quei passi – in sicurezza e nel rispetto delle regole – che vanno dove porta il gioco. \nIL GIOCO COME PRATICA SOVVERSIVA\nFrancesca Bracci e Mario Giampaolo\nIl gioco viene spesso associato a libertà\, spontaneità e creatività. Più raramente ci chiediamo perché alcune esperienze ludiche diventino riconoscibili come educative\, mentre altre restano ai margini delle narrazioni pedagogiche. \nA partire da un percorso di consulenza con educatrici e insegnanti dei servizi educativi 0–6\, il contributo interroga le condizioni attraverso cui il gioco prende forma. Spazi\, materiali\, tempi\, pratiche di osservazione e documentazione\, presenza adulta e aspettative familiari non costituiscono uno sfondo neutro\, ma partecipano a rendere possibile ciò che il gioco può diventare. \nUno spostamento dello sguardo dal gioco come attività da progettare alle condizioni che adulte/i\, bambine/i\, materiali e ambienti concorrono continuamente a comporre e trasformare. \n\nRelatrici e relatori  \nRomina Nesti\, è pedagogista\, formatrice e coordinatrice pedagogica. Dottore di ricerca in “Metodologia della ricerca pedagogica. Teoria e storia”. Svolge attività di formazione e collabora con diverse istituzioni universitarie. \nFrancesca Bracci è Professoressa Associata di Didattica e Pedagogia Speciale presso l’Università degli Studi di Firenze. Si occupa di apprendimento\, trasformazione delle pratiche e ricerca collaborativa nei contesti educativi e organizzativi. Attraverso prospettive critiche\, femministe postumane e decoloniali\, studia come i processi di conoscenza e apprendimento prendono forma nelle pratiche quotidiane. \nMario Giampaolo è Professore Associato di Didattica\, Pedagogia Speciale e Ricerca Educativa presso l’Università di Siena. Si occupa di gioco\, pensiero creativo e tecnologie nei processi educativi e nella formazione delle educatrici professionali socio-pedagogiche\, approfondendone il ruolo nella costruzione di contesti di apprendimento partecipativi. \nAntonio Di Pietro è pedagogista ludico\, formatore e autore. Collabora con università\, scuole e realtà educative occupandosi di gioco\, educazione all’aperto e didattiche attive. Presidente dei Cemea della Toscana\, fa parte del Centro di Ricerche sulle Didattiche Attive dell’Università di Bologna e del gruppo internazionale di ricerca Jeux et Pratiques Ludiques. Affianca progetti educativi\, percorsi di formazione e incontri con famiglie\, ed è autore di numerose pubblicazioni dedicate al gioco e all’educazione.
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