Tutte le passate edizioni

Festival 2019

Si chiama Meno Alti dei Pinguini da una frase liberamente tratta da Filastrocche a piedi nudi di Nicola Cinquetti e Gek Tessaro ed è il Festival che si terrà ad Arezzo dal 4 al 6 ottobre. L’edizione 2019 si sviluppa a partire dal tema Tra Stelle e Pianeti ””, in occasione dell’anniversario dei 50 anni dell’Allunaggio, che continua ad incantare grandi e piccoli. Un tema che è anche un richiamo alla forma mentis di chi continua a porsi dubbi e domande. L’iniziativa prosegue il progetto omonimo nato da un convegno organizzato dall a Cooperativa Sociale Progetto 5 , con il patrocinio e il sostegno del Consiglio Regionale della Toscana , la Provincia e il Comune di Arezzo, ASL e C onfederazione Italiana Agricoltori . Il Festival vede inoltre la collaborazione e la partecipazione del Festival dello Spettatore che si svolge negli stessi giorni ad Arezzo con la possibilità, per i partecipanti, di muoversi nella città da un evento all’altro. L a partecipazione a Meno Alti dei Pinguini permette di conseguire crediti ECM rivolti ai professionisti del socio sanitario

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Festival 2021

Tra gli ospiti che interverranno sul tema “Linguaggi: tra digitale e naturale” c’è anche Domenico Barrilà, Psicoterapeuta e analista adleriano con all’attivo una trentina di volumi soprattutto per Feltrinelli o Alessandra Bortolotti che presenterà il suo ultimo volume “E se poi prende il vizio?”. Presenti anche due momenti di riflessione sul sistema integrato 0-6 che vedrà la presenza di Daniele Novara (pedagogista della CPP Piacenza) del sottosegretario Francesca Puglisi, dell’Assessore regionale Alessandra Nardini e dell’Assessore e ViceSindaco di Arezzo Lucia Tanti. Non mancheranno eventi in collaborazione con Oxfam Italia e Save the Children, Unicef, Sosta Palmizi e Associazioni locali (Associazione Latte di Mamma, Salute e Nascita per esempio) oltre ad un approfondimento sulla didattica museale organizzata da Casa Museo dell’Antiquariato Ivan Bruschi con MUMEC Museo dei Mezzi di Comunicazione e Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate e Anfiteatro romano in collaborazione con la Sezione Didattica della Fraternita dei Laici. Attenzione anche alla corporeità e alla salute dei più piccoli con il contributo della Nutrizionista de Al Netto, dello yoga sia al mattino di sabato che di domenica con Elisa Bertocci e di un’intera giornata, quella di sabato in Piazza Sant’Agostino denominata “Aprito: S’bagliando simpara”, dedicata agli sport minori e al teatro per i più piccoli grazie alla collaborazione con Confesercenti, CSI e il Progetto Mentori di Oxfam. Infine, tantissimi laboratori come quelli di Petra Paoli dell’Accademia Drosselmeier, di Egle Varisco (sul rapporto con gli animali e la natura), di Arcalab (sulle tecnologie) infine gli spettacoli teatrali tra cui quello del Teatro dell’Aggeggio, già sold-out tre repliche da qualche settimana, e quelli organizzati in collaborazione con Rete Teatrale Aretina tra cui è previsto per le strade del centro l’esibizione della Famiglia Mirabella che ha allietato il grande pubblico con la presenza a Colorado e Tu Sì Que Vales.

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Festival 2022

L’edizione 2022 “Se fossi una città” si propone di concentrare particolare attenzione al tema della città educante seguendo la parola chiave “mappe”. La nostra proposta parte dalla convinzione che ci sia la necessità di formare e favorire il generarsi di nuove di nuove prospettive e nuovi sguardi, in grado di sostanziare e dare corpo ad una rinnovata idea pedagogica. Partendo da questo nuovo sguardo vorremmo creare uno spazio in cui evocare e raccontare, un luogo di crescita e rinnovamento, proponendo un programma culturale intenso, un evento innovativo nel territorio, fatto di mostre, workshop, incontri formativi per gli insegnanti, momenti di approfondimento per addetti ai lavori così come per famiglie e bambini. Il progetto vuole costruire, attraverso attività esperienziali condivise, uno spazio di confronto e approfondimento, partendo dalla cultura, dalle conoscenze, dalle sperimentazioni e dalle buone pratiche già presenti nel territorio regionale e nazionale, per contribuire attivamente alla riflessione sui temi della prima infanzia.

La diffusione nel centro storico della città, in diversi spazi dedicati alla cultura e all’arte, vuole promuovere l’appropriazione da parte dei piccoli del patrimonio artistico e culturale, valorizzare le risorse cittadine e coinvolgere i diversi soggetti del territorio.

Ai bambini e alle famiglie saranno rivolte attività ludico-ricreative, animazioni e installazioni, che si svolgeranno all’aperto e nei teatri. L’intero centro storico di Arezzo verrà quindi “invaso” dall’evento e alcuni commercianti parte della rete del festival, si trasformeranno per tre giorni in “Amici dei Pinguini” ospitando nelle loro vetrine i pinguini in ceramica realizzati nell’Atelier da operatori e utenti di alcuni servizi di Progetto5.

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Festival 2023

L’edizione 2023 di Meno alti dei Pinguini è dedicata ai diversi linguaggi che fanno la ricchezza della comunicazione umana a partire dal linguaggio dei piccoli, il non verbale, passando per la musica e tutte le arti, fino alle parole e alle lingue diverse. Il tema o re spunti per riflessioni sulle tappe evolutive del linguaggio e sul potere della comunicazione per costruire pace e convivenza delle differenze.

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Festival 2024

Il Festival 2024 è dedicato alla Pedagogia povera della Meraviglia dell’artista Antonio Catalano, un metodo che guarda alla pedagogia attraverso la poesia. Nel Manifesto della Pedagogia Povera si intende l’infanzia non come età anagrafica, ma come un’età dell’animo, che pone al centro lo sguardo. L’infanzia, quindi, è un modo di guardare il mondo per iniziare a stupirsi e a meravigliarsi.

Meno Alti dei Pinguini, festival dedicato all’infanzia 0 – 6, giunto alla ottava edizione, vuole essere dunque l’appuntamento annuale dedicato ai bambini e alle bambine ma anche alle persone di ogni età che vogliono sperimentare il proprio sguardo bambino sulla città e sul mondo, attraverso il gioco.Nel senso francescano del termine, la Pedagogia Povera è un metodo, formalizzato e adottato anche in contesti scolastici, che usa materiali semplici e indaga le possibilità che possono venire dall’errore – errare è umano, perseverare è poetico scrive Catalano – e invita a liberarci di sovrastrutture e a stupirci.

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