CONVEGNO DI APERTURA
a cura di PROGETTO 5
ore 16:30
Aula 1, Piazza Fanfani 5, Arezzo
intervengono
Antonio di Pietro, Pedagogista ludico, formatore e autore
Francesca Bracci, Professoressa Associata di Didattica e Pedagogia Speciale presso l’Università degli Studi di Firenze
Mario Giampaolo, Professore Associato di Didattica, Pedagogia Speciale e Ricerca Educativa presso l’Università di Siena
modera Romina Nesti, Pedagogista, formatrice e coordinatrice pedagogica
____________________________________________________________________
IL GIOCO LIBERO: SCEGLIERE, ESPLORARE, APPRENDERE
Romina Nesti
Il gioco libero attraversa oggi una condizione paradossale: universalmente riconosciuto come diritto e come dimensione costitutiva dell’infanzia, risulta al tempo stesso progressivamente eroso da tempi sempre più strutturati, da spazi ridotti. Ci dimentichiamo di come il gioco libero si sviluppi attraverso un insieme di processi che permettono ai bambini e alle bambine di elaborare esperienza, costruire ipotesi, negoziare regole, sperimentare le proprie capacità e competenze, esercitare la libera scelta. Il gioco libero non è perdita di tempo, non prepara all’apprendimento, è già apprendimento. L’adulto è qui chiamato a una regia discreta: predisporre contesti, osservare, sostenere, riconoscere il/la bambino/a come soggetto competente, portatore/trice di intenzionalità propria.
PENSARE CON I PIEDI
Antonio Di Pietro
Costruire saperi fra corpo, emozioni e giocosità
IL GIOCO COME PRATICA SOVVERSIVA
Francesca Bracci e Mario Giampaolo
Il gioco viene spesso associato a libertà, spontaneità e creatività. Più raramente ci chiediamo perché alcune esperienze ludiche diventino riconoscibili come educative, mentre altre restano ai margini delle narrazioni pedagogiche.
A partire da un percorso di consulenza con educatrici e insegnanti dei servizi educativi 0–6, il contributo interroga le condizioni attraverso cui il gioco prende forma. Spazi, materiali, tempi, pratiche di osservazione e documentazione, presenza adulta e aspettative familiari non costituiscono uno sfondo neutro, ma partecipano a rendere possibile ciò che il gioco può diventare.
Uno spostamento dello sguardo dal gioco come attività da progettare alle condizioni che adulte/i, bambine/i, materiali e ambienti concorrono continuamente a comporre e trasformare.
Relatrici e relatori
Romina Nesti, è pedagogista, formatrice e coordinatrice pedagogica. Dottore di ricerca in “Metodologia della ricerca pedagogica. Teoria e storia”. Svolge attività di formazione e collabora con diverse istituzioni universitarie.
Francesca Bracci è Professoressa Associata di Didattica e Pedagogia Speciale presso l’Università degli Studi di Firenze. Si occupa di apprendimento, trasformazione delle pratiche e ricerca collaborativa nei contesti educativi e organizzativi. Attraverso prospettive critiche, femministe postumane e decoloniali, studia come i processi di conoscenza e apprendimento prendono forma nelle pratiche quotidiane.
Mario Giampaolo è Professore Associato di Didattica, Pedagogia Speciale e Ricerca Educativa presso l’Università di Siena. Si occupa di gioco, pensiero creativo e tecnologie nei processi educativi e nella formazione delle educatrici professionali socio-pedagogiche, approfondendone il ruolo nella costruzione di contesti di apprendimento partecipativi.
Antonio Di Pietro è pedagogista ludico, formatore e autore. Collabora con università, scuole e realtà educative occupandosi di gioco, educazione all’aperto e didattiche attive. Presidente dei Cemea della Toscana, fa parte del Centro di Ricerche sulle Didattiche Attive dell’Università di Bologna e del gruppo internazionale di ricerca Jeux et Pratiques Ludiques. Affianca progetti educativi, percorsi di formazione e incontri con famiglie, ed è autore di numerose pubblicazioni dedicate al gioco e all’educazione.
